I progetti del distretto sanitario di Messina per il "Dopo di noi"

In sinergia con i Comuni del Distretto 26, la città di Messina ha definito i percorsi operativi nell’ambito del Piano Distrettuale “Dopo di Noi”, che si rivolge a persone con disabilità grave, prive del sostegno familiare.Nella Conferenza dei servizi cittadina  sono state presentate e discusse le progettualità dei tre Ambiti Operativi Distrettuali: Messina, i tre comuni tirrenici di Saponara, Villafranca e Rometta ed i comuni ionici da Scaletta a Furci. Le azioni del Piano Distrettuale privilegiano sostanzialmente due tipologie di intervento: percorsi di accompagnamento abitativo, da una parte, e valorizzazione e ristrutturazione di locali destinati all’accrescimento dell’autonomia abitativa, dall’altra. Il Progetto “Dopo di Noi” nasce dal lavoro del Gruppo Piano cui, oltre al Comune, prendono parte le altre istituzioni come le Aziende Sanitarie, i Servizi Sociali dell’autorità giudiziaria, l’Ufficio Scolastico ed i rappresentanti del terzo settore, della società civile e dell’associazionismo. La città di Messina ha pianificato la realizzazione di “progetti di vita” per persone con disabilità gravissima, nel contesto di modalità abitative, come “il gruppo appartamento”. Si sono privilegiati percorsi ad elevata integrazione socio-sanitaria per sostenere la progressiva autonomia dei figli, in vista della perdita dei genitori. I comuni dell’area ionica hanno puntato al potenziamento della struttura polivalente operante nel comune di Nizza di Sicilia che, grazie al Piano, potrà dotarsi di 4 posti da destinare, all’interno di un sistema integrato di attività rivolte alla disabilità, al “Dopo di noi”. Il comune di Villafranca ha pianificato la ristrutturazione di locali destinati a programmi di accrescimento della consapevolezza e sviluppo delle competenze per l’autonomia. " Il Piano ha dichiarato l'assessore Santisi- non deve esaurirsi in una semplice risposta assistenziale, ma deve concretizzarsi in progetti di vita che consentano alle persone con disabilità di emanciparsi dalla tutela familiare. E aggiungo che bisogna anche pensare a come intervenire molto prima che queste perdano l’unico supporto che hanno"