28 dicembre 1908: l'alba della devastazione. Il terremoto che cambiò Messina



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gio79Ven, 29/12/2017 - 16:02 December 29, 2017

Un po' troppo semplicistico liquidare le cause della distruzione del centro storico con il fatto che le case erano costruite con ciottoli, muri troppo sottili e su terreni alluvionali. Messina era stata ricostruita dopo il terremoto del 1793, il centro era pieno di palazzi nobiliari... difficile credere che fossero costruiti in questo modo. Le case dei villaggi periferici, ben più popolari e costruite sui torrenti subirono molti meno danni. Mi aspettavo un articolo un più più critico... Una nota a proposito di Salvemini: a Messina nessuno ha mai pensato di intitolargli una via, mentre esistono vie intitolate al criminale di guerra Nino Bixio e (udite udite) al "personaggio fantasy" Alberto da Giussano...
nassimogrGio, 28/12/2017 - 14:31 December 28, 2017

anche di liquidare l’intera faccenda bombardando le macerie dal mare. Quelle stesse macerie dove c’erano ancora persone vive, ma ferite. Risulta anche, che in quei giorni di vero terrore instaurato dalle truppe del Generale Mazza, furono aperti addirittura uffici postali mobili delle neonate poste italiane, riservate ai soli militari italiani. Inspiegabilmente ingente somme di denaro e preziosi finirono in altre regioni del nord.
nassimogrGio, 28/12/2017 - 14:30 December 28, 2017

fonte http://www.veja.it/2016/10/20/bersaglieri-derubarono-terremotati-messina-la-scomoda-verita-del-terremoto-messina-reggio-del-1908-conservata-negli-archivi-russi/ LA SCOMODA VERITÀ DEL TERREMOTO DI MESSINA E REGGIO DEL 1908 CONSERVATA NEGLI ARCHIVI RUSSI Nel suo libro Pino Aprile fonti storiche scomode e taciute e sintetizza: cosa muove il risentimento generale di un intera città come Messina definita (babà per la sua bellezza) contro il governo? Incredibilmente, il recupero della memoria storica stessa dei soccorsi dopo il terremoto.Arrivarono si, ma preceduti da 10000 Bersaglieri, con un milione di pallottole, i quali cominciarono a sparare sulla folla inerme dei superstiti, definiti “sciacalli” anche